IL GIOCO DEL PONTE

IL GIOCO DEL PONTE


Le  origini del Gioco si perdono nella notte dei tempi ed in più occasioni le  cronache raccontano di beffe e scontri tra le due opposte fazioni di Tramontana e di Mezzogiorno ubicate rispettivamente a Nord ed a Sud del fiume Arno. Era l’epoca dei liberi Comuni e Pisa - gloriosa repubblica marinara - dominava  incontrastata sulle acque del Mediterraneo. L’occasione per confrontarsi  sul "Ponte di Mezzo" era quindi anche un'opportunità per mantenere le schiere in esercizio ogni qualora con i Galeoni non si poteva uscire per mare. I giocatori di Tramontana e Mezzogiorno, erano suddivisi in squadre di numero variabile, composte ciascuna da 50 o 60 soldati. Ogni squadra si distingueva per propri colori ed insegne, i protagonisti erano equipaggiati con

armatura, elmetto, detto Morione e targone, una sorta di scudo in legno di tiglio o di pioppo,lungo oltre un metro e pesante più di due chili e mezzo, oblungo ed asimmetrico, con le estremità arrotondate. Nel dopoguerra, per evitare lo scontro diretto, fu ideato un mezzo meccanico: un carrello scorrevole su rotaia, sul quale viene esercitata la spinta dei combattenti. I due Comandi articolati rispettivamente in sei squadre si fronteggiano in tre combattimenti - spingendo il carrello. La vittoria viene assegnata alla parte che, alternandosi al carrello con le proprie squadre, riesce a respingere gli attacchi delle squadre avverse fino a relegarle nella propria piazza. La battaglia è preceduta da un imponente corteo composto da oltre settecento figuranti in costume storico che, percorrendo i lungarni, contribuiscono a creare quelle suggestioni che solo poche altre manifestazioni sono in grado di far rivivere allo spettatore.

 

                 

 

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